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«ätor che bula!»

Far conoscere la bula comunicandola come impresa sociale, con protagonisti servizi e prodotti. L'headline scelto per la campagna, «ator che bula!», oltre che le idee fondative della cooperativa, esprime parmigianità, famigliarità, concretezza, fiducia e leggerezza. Inoltre può essere usato come payoff per accompagna il marchio in tutti gli strumenti di comunicazione futuri.

Client

la bula cooperativa di solidarietà sociale

Year

2021

Category

Sistemi d'identità Pubblicità
Social media

Editoria 

Type of Work

Restyling del marchio

Modulistica

Campagna di comunicazione

Annunci e affissioni

Below the line

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Punto vendita

La bula è una realtà ben strutturata e organizzata, capace tuttavia di un approccio alle persone semplice, immediato, empatico e partecipato. 

Per questo, da più di quarant’anni, dà vita a progetti di inclusione sociale personalizzati con attenzione e cura, capaci di dimostrarsi non solo efficaci, ma anche innovativi e duraturi nel tempo. 

Servizi socioeducativi

Il Centro Socio Occupazionale diurno di Strada Quarta 23 accoglie le persone con disabilità per offrire loro opportunità di condivisione e assistenza, formazione e lavoro. 

Progetti sociali

La cooperativa mette al centro dell’attività quotidiana i bisogni emergenti delle persone con disabilità e loro famiglie, partecipandovi in maniera diretta, proattiva e continua nel cercare risposte alle loro necessità anche al di là del tradizionale servizio diurno. Progetti attuati e in corso: Oltrelavoro e Tempo Libero, Case Ritrovate, Linkabili, Invecchiare in compagnia. 

Casa ritrovata

Nasce nel 2015, prima della legge sul “Dopo di Noi”. È un progetto di nuova domiciliarità comunitaria, nato grazie alla co-progettazione tra famiglie, la bula e Comune, che ha trasformato un servizio di gruppo appartamento in una casa a dimensione familiare per tre donne con disabilità.

Falegnameria: è il cuore dell'azione creativa e della formazione-lavoro e rappresenta uno strumento metodologico ed educativo per la persona e un percorso di crescita. 

Digitarlo: è un progetto nato e cresciuto dall’idea che si potessero associare le nuove tecnologie non solo alle competenze di persone con disabilità, ma anche alle istanze del mercato. Il nome lega le nuove tecnologie (digi) al valore del lavoro manuale (il tarlo del legno). Nel laboratorio di via Bologna, offre servizi di digitalizzazione di foto, video, negativi, VHS, miniDv, Super8, vecchie bobine audio, libri, archivi e documenti di privati, enti e aziende anche in grandi formati.